Login | Home | Foto | Servizi | Clienti | Produzioni

Multimedia

guarda il video video non presente audio non presente foto

VIGILANZA RAI

Rai, storia di un «telegime»

Intervista a Loris Mazzetti, dirigente Rai

Secondo Loris Mazzetti, capostruttura di Raitre e autore de "Il libro nero della Rai" e "La macchina delle bugie", quanto accaduto in commissione di vigilanza è «sinonimo di mancanza di democrazia». Il caso Villari giungerà al termine quando al rappresentante del Pd sarà assegnata una nuova poltrona e verranno decisi i vertici di reti e telegiornali. Mazzetti avverte: «Siamo di fronte a un regime della televisione».
- Fini e Schifani, sì allo scioglimento della commissione

Ha messo nero su bianco i meccanismi che si muovono dentro e dietro la RAI, ne ha svelato i retroscena più amari, ha spalancato le porte di un mondo, quello televisivo, manipolato dalla politica e dai giochi di potere. Loris Mazzetti, capostruttura di Raitre e storico collaboratore di Enzo Biagi, ha ancora un sogno: di rivedere la RAI alle prese con le sue naturali funzioni di servizio pubblico. Eppure le cose a viale Mazzini procedono diversamente, strette nella morsa del “telegime”, neologismo coniato da Mazzetti per indicare l'attuale regime che domina la televisione. «Il telegime esiste – spiega il dirigente RAI – perché nel tempo è stata costruita una macchina delle bugie. Se una notizia non viene raccontata dalla televisione, non esiste, viene bruciata». E questa tendenza, che talvolta sfocia nella deformazione dei fatti, regola il mondo dell'informazione e dei telegiornali, incapaci di proporre al pubblico inchieste e approfondimenti.

La diatriba che da settimane affolla le pagine dei quotidiani con il caso Villari e la commissione di vigilanza RAI è il segno dello stato in cui versa l'azienda di viale Mazzini. «Quello che sta accadendo nella commissione parlamentare di vigilanza, che dovrebbe controllare il sistema radiotelevisivo, è un sinonimo di mancanza di democrazia». Una situazione precaria e drammatica che, ricorda Mazzetti, si trascina da anni: «Storicamente, da sempre, la commissione di vigilanza ha avuto una presidenza data all'opposizione con un presidente eletto dall'opposizione e non dalla maggioranza». La spartizione delle poltrone in RAI e l'inserimento della politica negli ingranaggi dell'azienda ha ingolfato la risoluzione di problemi «clamorosi» come la parzialità dell'informazione e la partecipazione di tanti uomini politici nei programmi di intrattenimento. «Quello che è accaduto in questi mesi è vergognoso soprattutto perché la commissione di vigilanza non ha potuto svolgere le proprie funzioni». Mazzetti però precisa che in viale Mazzini si sta verificando un altro fatto intollerabile, e cioè il mancato rinnovo da quasi otto mesi del consiglio di amministrazione, puntualmente annunciato e poi rimandato.

Secondo Mazzetti la spiegazione dei ritardi e dei malfunzionamenti in RAI è semplice. «La televisione oggi è uno strumento di propaganda politica», un potente strumento di comunicazione utile a far filtrare nei confronti del pubblico televisivo messaggi politici e di altra natura. È per questo, conclude il capostruttura di Raitre, che «l'accordo in commissione parlamentare di vigilanza avverrà nel momento in cui a Villari daranno un'altra poltrona» e allo stesso tempo si saranno messi d'accordo «non solo su come vengono inseriti e scelti i consiglieri di amministrazione della RAI ma anche su come verranno spartite le poltrone delle reti e dei telegiornali».

(alessio aymone)2009-01-28 09:56:14
Fonte foto: (ami)

Condividi

| | | More

Commenta

Cerca nel sito


Le parole chiave (beta)