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LA DURA POSIZIONE DELLA SANITA' BOLOGNESE SUL DECRETO SICUREZZA

Bologna, l'Ordine dei medici: «Gli spioni saranno sospesi»

Per il presidente Giancarlo Pizza i medici non ottempereranno alla nuova norma

Se il disegno di legge n. 733 in materia di sicurezza dovesse divenire legge definitiva dello Stato, la sanità sarebbe alle prese con una fuga degli stranieri dai servizi sanitari e porrebbe i medici di fronte a un bivio: rispettare la nuova norma o seguire il codice deontologico. Giancarlo Pizza, presidente dell'Ordine dei medici di Bologna, assicura: «I medici spioni saranno sospesi». Giudizio unanime da tutte le voci della sanità bolognese.

Sul disegno di legge n. 733 in materia di sicurezza, approvato il 5 febbraio scorso dal Senato, l'Ordine dei medici di Bologna non ha dubbi: il medico che denuncerà un paziente immigrato senza permesso di soggiorno andrà in commissione disciplinare e sarà sospeso. La presa di posizione è arrivata attraverso le parole del presidente dell'Ordine e numero uno della Federazione regionale Giancarlo Pizza. Il no ai medici spioni è stato appoggiato anche dai principali esponenti della sanità bolognese, a partire dall'Assessore alle Politiche per la Salute della Regione Emilia-Romagna Giovanni Bissoni.

Se il disegno di legge dovesse essere approvato definitivamente, spiega Pizza, due sarebbero gli effetti collaterali più importanti: «Uno riguarda l'impatto sulla popolazione perché avremo un mancato portarsi da parte degli irregolari a visite mediche» con la conseguenza di un inquinamento della società ad opera di malattie gravi e diffusive. Il secondo aspetto riguarda invece i medici: il presidente dell'Ordine si dice sicuro che non ottempereranno al decreto sicurezza «proprio per il rispetto che devono all'articolo 3 del codice deontologico, che impone loro di curare tutti indipendentemente dal loro stato giuridico, sesso, età, religione».

I temi della salute dell'individuo, del rapporto medico-paziente e del rispetto della deontologia professionale sono stati al centro di una recente conferenza stampa promossa dagli specializzandi al policlinico S. Orsola di Bologna per contrastare la norma del pacchetto sicurezza. «I medici – riconosce Pizza – si trovano in grande difficoltà perché da un lato potrebbe esserci la mannaia di una legge, dall'altro c'è invece la volontà riaffermata del rispetto del codice». Di fronte a questo bivio cresce la fiducia nei confronti dei ventiduemila medici presenti in Emilia-Romagna affinché intraprendano la strada della tutela di tutti coloro che si trovano nelle condizioni di bisogno assistenziale.

Intanto, per evitare una fuga degli stranieri, anche regolari, dai servizi sanitari la Regione ha emanato una circolare affinché «le Aziende svolgano una diffusa opera di informazione sul fatto che la norma in questione non è stata approvata in via definitiva dal Parlamento e che, pertanto, non esiste allo stato attuale alcun possibile problema legato all'accesso degli stranieri non regolari alle strutture del Servizio sanitario regionale».

(alessio aymone)2009-03-02 11:52:07
Fonte foto: (ami)

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