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NO ALLA STRUMENTALIZZAZIONE DEL CORPO FEMMINILE

Bologna, donne in piazza: «La violenza non è il nostro destino»

Cori e striscioni per il corteo notturno organizzato dalle Rete delle donne e delle lesbiche

Hanno dovuto modificare il percorso del corteo dopo il divieto imposto dalla Prefettura di Bologna di attraversare il centro nei weekend con manifestazioni. Non per questo la Rete delle donne e delle lesbiche si è però persa d'animo. Da piazza dell'Unità a piazza Verdi ha dato vita a un corteo notturno per dire no alla violenza maschile.

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“Prendiamo insieme la parola pubblica, diciamo no alla violenza maschile”. All’insegna di questo slogan le donne di Bologna, in primis quelle dell’Assemblea cittadina di donne e lesbiche di Bologna organizzatrici della manifestazione, sono scese in strada per dare vita a un corteo notturno. Obiettivo: sensibilizzare l’opinione pubblica, alla vigilia dell’8 marzo, sui temi degli abusi e della strumentalizzazione del corpo femminile.

La serata non è delle più fredde. Alle 20 piazza dell’Unità, a pochi passi dalla stazione ferroviaria, è colorata da striscioni e cartelli, animata da musiche e cori, affollata da donne di ogni età. Tutte unite dalla volontà di ribadire che teatro della violenza è sì la strada ma anche e soprattutto l’ambiente domestico. Dire no ai soprusi significa inoltre dire no al razzismo, alle campagne xenofobe e all’idea che a essere responsabili dei maltrattamenti siano soltanto immigrati rumeni e marocchini: partner, fidanzati e padri sono spesso i principali colpevoli. Si tratta dunque di un problema di carattere politico e culturale, reso ancora più delicato dall’immagine che media, pubblicità e informazione tratteggiano della donna.

Il corteo inizia a muoversi intorno alle 21. Ad aprirlo uno striscione che recita “Affermiamo la nostra libertà, no alla logica della paura”, seguito da cartelli che urlano: “Stupratori e giustizieri, sempre branchi di maschi violenti”, “La violenza non è il nostro destino”, “Se la famiglia è sacra perché massacra?”. La manifestazione imbocca via Matteotti al grido di “Siamo tutte parte lesa” per dirigersi verso la centralissima via Indipendenza. In settimana però era arrivato dalla Prefettura di Bologna il divieto di percorrerla per intero nel rispetto dell’obbligo a non manifestare per le strade del centro storico nei weekend. Striscioni e cori hanno così deviato per via Irnerio, per poi concludersi in piazza Verdi, anziché in piazza Nettuno come inizialmente deciso. Stop alla violenza: il messaggio è comunque arrivato forte e chiaro.

(alessio aymone)2009-03-08 10:56:07
Fonte foto: (ami)

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