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Gianmaria Testa in concerto all’auditorium Parco della Musica

La musica per sottrazione di Gianmaria Testa

«Non riesco a considerare il mio cantare un lavoro»

L'esibizione di ieri sera all'auditorium di Roma è stata speciale, il cantautore si è esibito in "solo" chitarra e voce, creando fin dalla prima canzone un'atmosfera intima e sospesa.

Ormai non si può più parlare di Gianmaria Testa come di un famoso cantautore all'estero e di un illustre sconosciuto in patria. Il suo curriculum può vantare oltre 1500 concerti in tutto il mondo, sei cd all'attivo, fra cui "Da questa parte del mare" vincitore della targa Tenco nel 2007 come miglior album dell'anno, e una serie di collaborazioni con musicisti quali: Paolo Fresu, Enrico Rava, Stefano Bollani, Mario Brunello, Bill Frisell o scrittori come Erri De Luca.


La sua musica è scarna ed essenziale per sottolineare le parole lontane dall'enfasi e dalla retorica che la televisione ci ha ormai abituato a subire ed accettare come normali. Il suo linguaggio è fatto di immagini e sensazioni, come in "3/4", una canzone d'amore sul tema dell'immigrazione e della separazione.
E' proprio l'immigrazione uno degli argomenti più cari a Testa, che ci ricorda come non esista nulla di più invincibile e forte della disperazione e di quanto sia inutile cercare di porvi un argine con delle leggi aberranti. Racconta il suo dolore per il nostro paese che ha dimenticato il suo passato e la cultura dell'accoglienza, accettando la scorciatoia della paura.



Gianmaria Testa si schiera su posizioni politiche decise, legate ad una filosofia di vita piuttosto che a una mera appartenenza partitica, assumendosi la responsabilità che deve avere chiunque abbia il privilegio di poter parlare ad un pubblico. Canta senza mai urlare, il diritto che tutti devono avere alla propria identità che spesso viene negato attraverso le categorizzazioni razziali, perché il diritto al proprio "essere" deve passare attraverso un nome ed un cognome.
Il cantautore difende il proprio pensiero, non accodandosi ai momenti propizi o cavalcando tigri, ma portando se stesso e la sua poesia sopra un palco per raccontare le emozioni che ogni essere umano prova e questo è probabilmente il segreto del suo successo internazionale.

(fabio pagani - michele imperio)2009-03-25 14:47:58
Fonte foto: agenziami.it

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