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Dietro la vicenda forse il conflitto russo-georgiano

Social network, gli hacker bloccano Twitter

Il sito di microblogging in down per alcune ore. Colpito anche Facebook

Il popolare sito di microblogging è finito nel mirino con un attacco Denial of Service (DoS): una quantità enorme di richieste di accesso avrebbe saturato la banda del server e reso inaccessibile il sito per due ore. Il servizio ripristinato prontamente, i vertici della compagnia assicurano: «Nessun pericolo per i dati degli utenti». Meno dannosa l'azione per l'altro popolare sito di social networking. Si cercano responsabili e destinatari finali: individuato come vittima un utente georgiano, ma si pensa anche alla mano della censura iraniana.

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Twitter ha smesso di cinguettare, ma solo per alcune ore. Il popolare sito di micro blogging, protagonista di un'ascesa inarrestabile soprattutto negli ultimi due mesi - si è affermato come principale fonte di informazioni dall'interno delle proteste iraniane - ha subito giovedì l'attacco di alcuni hacker rimanendo in “down” per un paio di ore. “Denial of service” (DoS) il termine tecnico con cui l'azienda ha identificato il problema che ha reso il sito inaccessibile ai suoi utenti.


L'attacco, hanno spiegato i vertici della società in un post sul proprio blog, «mira a saturare un servizio (la banda di trasmissione o il server, ndr) con una quantità tale di richieste da non consentirgli di rispondere a quelle legittime, così da impedire l'accesso verso i servizi di determinati utenti o user». In sostanza si tratta di un tentativo di accesso contemporaneo a un sito moltiplicato per grandi numeri che porta alla saturazione della banda del server, quindi al collasso del sito.


In poche ore lo staff informatico di Twitter è stato in grado di garantire la stabilità del servizio e la società si è premurata di assicurare che «nessun tipo di dati degli utenti è stato compromesso». Tuttavia, è la riflessione dei manager, l'attacco globalmente diffuso ricorda come ci sia ancora molto lavoro da fare.


Contemporaneamente a finire sotto attacco sono stati anche Facebook, LiveJournal e YouTube, ma in questi casi il danno è stato minore: il servizio è stato ridotto e rallentato, ma i siti non sono finiti off line.


Non si tratta del primo tentativo di hackeraggio subito dai due siti: già lo scorso gennaio Twitter aveva annunciato che 33 dei suoi account erano stati attaccati, tra cui quelli del presidente Usa Barack Obama, della cantante Britney Spears e di alcuni giornalisti americani di primo piano.


Intanto si susseguono ipotesi e illazioni su provenienza e destinatari dell'attacco. Come già spiegato, l'azione mira ad impedire l'accesso ai servizi di determinati utenti o iscritti e così è scattata la caccia all'uomo. Secondo quanto riferito all'americana CNET da Max Kelly, responsabile della sicurezza di Facebook, la vittima predefinita sarebbe un blogger georgiano con account anche in Twitter e YouTube. “Cyxymu” è il nickname dell'utente (dal nome di una città della Georgia) che sarebbe nel mirino e si pensa che possa essere chiamata in causa la questione russo-georgiana: «Si è trattato di un attacco simultaneo su piattaforme che mirava a zittire la sua voce», ha detto Kelly. Sulla sua pagina di Live Journal - anche questa fuori uso per diverse ore -, lo stesso Cyxymu ha scritto in russo «ormai è chiaro che si tratta di un attacco speciale contro me e i georgiani».


Altri ancora vedono dietro l'accaduto la mano iraniana. I social network, in particolare Twitter, hanno giocato un ruolo fondamentale nelle proteste anti-Ahmadinejad esplose a Teheran negli ultimi due mesi, e per questo Secondo Protocollo, associazione per la difesa dei diritti umani, accusa il regime iraniano di aver messo in atto la repressione digitale. «Secondo quanto si è potuto appurare gli attacchi provenivano da “ambienti militari iraniani dotati di tecnologie molto avanzate”», scrive l'associazione, sottolineando come «l'attacco arriva, guarda caso, dopo che il regime iraniano aveva nei giorni scorsi stretto un accordo con società cinesi per la “modernizzazione del sistema di controllo del traffico internet”». Per Secondo protocollo insieme con gli iraniai «è credibile quindi che dietro gli attacchi portati ieri contro Twitter e Facebook ci siano menti cinesi, da sempre all'avanguardia in questo settore».

(valerio perogio)2009-08-07 09:51:11
Fonte foto: twitter

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