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Una magica scatola vuota

iPad, molto rumore per nulla

Grande cura estetica, arrivo roboante ma nella sostanza deludente

La prima notizia è che c'era Steve Jobs: il guru della Apple da tempo non appariva in pubblico. La seconda notizia è che dopo anni di indiscrezioni, la tavoletta magica finalmente è arrivata. La terza è che ancora una volta non tutto quello che luccica è oro.

Già dal nome “iPad” capiamo che, ancora una volta, l’Apple ha intenzione di reinterpretare un oggetto esistente, visto che colloquialmente Pad significa anche blocco di carta. Come ha già fatto con il resto degli oggetti più o meno tecnologici, a partire dai PC passando per i lettori di mp3 fino ad arrivare al telefono con l'iPhone.


Nello specifico iPad è un tablet touchscreen, una tavoletta multimediale controllata con il semplice tocco delle dita, con un monitor da 9.7 pollici, una risoluzione 1024 x 768 pixel e aspect ratio di 4:3, al suo interno contiene un processore Apple A4 a 1 Ghz.


Il dispositivo hardware di per sé non è originale, esistono da anni PC con schermo tattile ma la “novità” di questo oggetto è la capacità di poter ospitare e far girare tutte le applicazioni dell’iPhone su uno schermo più grande. Ma questo, invece che un pregio, potrebbe essere un limite.


Proprio sul successo ottenuto dal commercio di miriadi di singole applicazioni studiate per iPhone si basa il lancio di questo nuovo oggetto che ha anche l'esplicita intenzione di competere nel mondo dei book reader. Non a caso, gli e-book sono stati i protagonisti ad inizio mese del CES, la grande fiera di tecnologia statunitense che annualmente si svolge al Las Vegas Convention Center.


L'azienda di Cupertino tenterà di sfruttare il mercato, in via d'espansione, della stampa in formato digitale, come in passato ha fatto cavalcando il fenomeno della musica in formato mp3, grazie all'accoppiata iTunes & iPod. In contemporanea con il lancio di iPad è stato annunciato il nuovo software, che permetterà di acquistare e consultare libri e quotidiani in formato digitale e che ovviamente non poteva che chiamarsi “iBook”. Nonostante le potenzialità di quella che Jobs definisce “scatola magica”, i limiti non stentano ad emergere.


I limiti dell'iPad
L'iPad ed il suo schermo retroilluminato contrastano con tutti gli studi portati avanti per la corretta lettura in digitale, denominata e-ink, che è stata sperimentata anche nella versione a colori dalla ASUS, grazie allo schermo AMOLED (Active Matrix Organic LED). La scelta di distribuire i contenuti attraverso un iBook store lascia presagire la riproposizione della logica delle limitazioni di acceso ai dati digitali, grazie al sistema dei DRM, che Apple sostiene indispensabile per non incorrere in un reato penale.


Tuttavia questa scelta pone così forti limitazioni alla libertà degli utenti, da far dichiarare a Peter Brown, direttore esecutivo della Free Software Foundation: «Il computer dovrebbe essere in vostro pieno controllo mentre Steve Jobs, imponendo restrizioni agli utenti, sta costruendo un patrimonio che mette in pericolo la nostra libertà per garantire i suoi profitti».


Le restrizioni chiamate in causa sono quelle che qualsiasi utente di iPod o iPhone ben conosce e che Apple ha tolto ai brani mp3 dopo molte pressioni, ma rimangono sul software, ebooks, e filmati. Limitazioni che non solo non consentono l'istallazione di software libero, ma negano la consultazione e riproduzione di quei materiali rilasciati liberamente dagli autori, che non vogliono sottostare alle regole di copyright o di sviluppo imposte dagli Apple Store.


http://subvertising.noblogs.org/gallery/4357/ipadf.jpgL'idea che si tratti di un iPhone "ingrandito" è smentita dal fatto che non solo non è previsto alcun supporto per la voce, ma non sono presenti né webcam né fotocamera.


L'iPad, per quanto possa essere bello da vedere e probabilmente divertente da utilizzare, sembra essere una semplificazione del computer ma a questo punto lasciano perplessi la scelta di non supportare il formato Flash e l'assenza della funzione multitasking, presente sull'iPhone.


La discussione è solo all'inizio, ma una cosa si può dire con certezza: questa volta la scelta del nome poteva essere meno scontata, tenendo conto che "Pad" significa anche "assorbente" a meno che, contando su fatto che la rete su certe gaffe non perdona, anche questo non faccia parte della scelta marketing.


 

(ami)2010-01-28 14:03:29
Fonte foto: apple

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