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penalizzati i giovani sotto i 35 anni, le donne i lavoratori del sud, quelli delle piccole imprese

Sciopero generale della Cgil, il 12 marzo lavoratori in piazza in tutta Italia

L'Ires: La crisi in realtà ha investito tutto il mondo del lavoro

Lavoro, Fisco e Immigrazione. Questi i tre grandi temi al centro dello sciopero generale indetto dalla CGIL per venerdì 12 marzo. Una mobilitazione che prevede l’astensione dal lavoro per quattro ore con manifestazioni in tutte le piazze d’Italia. «Non ci fermeremo con il 12, ma continueremo perché sono temi che richiedono una mobilitazione che va oltre» ha detto nei giorni scorsi il segretario generale del sindacato di Corso d'Italia. Su tutto domina la crisi economica che colpisce praticamente tutte le categorie del lavoro, una situazione messa in luce del centro di ricerca Ires che nei giorni scorsi ha presentato uno studio significativo dal titolo “I lavoratori al tempo della crisi”. (video) Intervista a Giovanna Altieri, ricercatrice dell'Ires-Cgil.

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«Nella crisi sono un pò tutti i lavoratori – dice una delle ricercatrici dell'istituto Giovanna Altieri, nel senso che sia coloro che hanno avuto la fortuna di mantenere il proprio lavoro sia coloro che l'hanno perso hanno avuto delle conseguenze, addirittura i dipendenti pubblici che erano al riparo da meccanismi di licenziamento registrano una diminuzione del loro salario reale in termini di riduzione di benefit o di altri elementi aggiuntivi della retribuzione».


Parafrasando uno slogan recente della Cgil, quali sono i volti della crisi?


«La crisi in realtà ha investito tutto il mondo del lavoro, certo poi ci sono categorie più svantaggiate, soprattutto giovani sotto i 35 anni, le donne i lavoratori del sud, quelli delle piccole imprese che hanno subito i contraccolpi maggiori della crisi».


Qual'è l'elemento più drammatico di questa situazione?


«Tra i disoccupati, secondo la nostra ricerca, solo il 38% ha un ammortizzatore sociale significa che il 62% non nessuna copertura».


Esistono delle differenze a livello territoriale?


«In realtà esistono due modelli sociali divaricati al centro-nord e al sud, al nord le famiglie possono contare su due redditi anche se quello della donna spesso è part-time, invece al sud prevale ancora la famiglia mono reddito. Questo è un elemento che nella crisi pesa tantissimo. Ciò ci dovrebbe invitare a riflettere quando si parla di creare delle gabbie salariali».


Come se la cavano i giovani?


«La categoria giovanile a qualunque livello di scolarizzazione si trova penalizzata nel nostro mondo del lavoro, la ragione vera per cui i giovani sono svantaggiati è legata al fatto che essi hanno forme di lavoro instabili e siccome il sistema delle imprese ha risposto bloccando le assunzioni e licenziando chi aveva dei contratti di lavoro a termine ciò ha provocato una perdita occupazionale per di più senza ammortizzatori sociali».


 

(alessandro fioroni)2010-03-10 18:15:54
Fonte foto: (ami)

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