Login | Home | Foto | Servizi | Clienti | Produzioni

Multimedia

video non presente video non presente ascolta l'audio foto

La Camera di Commercio cerca un antidoto alla crisi

Crisi, a Padova un numero verde per gli imprenditori

Federica Bruni, responsabile del servizio: rispondiamo alla necessità di non sentirsi abbandonati

Un telefono verde contro l'isolamento e la solitudine in cui si trovano i piccoli imprenditori in questo periodo di grande crisi. Dopo i casi di suicidi e l'istituzione di un Tavolo istituzionale anti crisi oggi a Padova nasce un nuovo strumento per emergere dalle difficoltà. Personale qualificato con competense in ambito psicologico e professionale sapranno accompagnare gli utenti in un percorso attraverso le istituzioni locali che esistono ma che ancora non sono in rete. L'intervista a Federica Bruni, responsabile del numero verde.

Articoli Collegati

"Non restare solo nella cisi. Chiamaci ti aiutiamo" è lo slogan che pubblicizza l'800-510052, il numero verde istituito solo pochi giorni fa da Comune, Provincia e Camera di Commercio di Padova che insieme a sindacati confederali e associazioni di categoria, dal 2009 hanno istituito un Tavolo istituzionale anti crisi per affrontare la grave condizioni economiche e sociali di un territorio, il nord est, basato sulla piccola imprenditoria. Il nuovo strumento introdotto per contattare gli imprenditori in difficoltà è quindi un numero telefonico, un sostegno diretto per lavoratori imprenditori e famigliari colpiti dalla crisi. Gli operatori che rispondono sono formati per fornire un sostegno psicologico ma anche professionale che favorisca la comunicazione degli utenti con le strutture già esistenti sul territorio. «La Camera di Commercio - spiega Federica Bruni, responsabile del servizio - si è resa conto che sul territorio esistono le risorse necessarie, ciò che manca è un coordinamento tra le istituzioni locali per sostenere i singoli che spesso cadono nello scoramento anche perchè si sentono abbandonati».


L'800-510052 però, come spiega Bruni «agisce solo a livello territorioale. Proprio per la qualità del servizio che forniamo, non siamo in grado di contattare le istituzioni di altre località. Abbiamo ricevuto telefonate da diverse città non solo del nord, ma purtroppo dobbiamo rifiutare», prova che una necessità concreta è stata individuata. Il patto anti crisi inoltre una grande consapevolezza delle amministrazioni locali schierate su fronti opposti -l’amministrazione comunale di Zanonato, sponda Pd, con quella di Palazzo Santo Stefano, sede della Provincia di Padova, retta dal Pdl- ma uniti da un'unica certezza: la crisi rischia di portarsi via decine di persone, uccise dall’ansia di un’economia che stenta a ripartire.


Le cronache infatti parlano chiaro, in un anno le vittime della crisi sono state molte, troppe, un prezzo sociale insostenibile. Tre suicidi a Vicenza, uno a Montebelluna e uno a Padova, uno a Lucca ma di un padovano, tra operai e imprenditori, piccoli imprenditori, per la maggior parte poco più che artigiani, che pagano con la vita la sconfitta di non poter pagare i propri dipendenti o di non poter sostenere la propria famiglia. «Gli imprenditori soprattutto non hanno l'abitudine ad andare a chiedere un aiuto trasversale - spiega Federica Bruni -. Noi ascoltiamo la richiesta e facciamo un patto con la persona che ci chiama. Proponiamo di entrare in contatto con un consulente e di accompagnarla in un percorso. Da una parte facciamo quindi proposte concrete, dall'altra ci attiviamo perchè le istituzioni a loro volta abbiamo risposte da dare». Un processo virtuoso quindi che dovrebbe portare alla chiusura del numero verde stesso, una volta raggiunto il grade di comunicazione ed efficienza adeguato dei servizi già presenti.


Nelle prime ore dell'attivazione del numero, il telefono non ha mai smesso di squillare, gli utenti sono i più diversi, dai giovani imprenditori sui 40 anni alla ricerca di una via di rinnovamento che possa rimetterli in gioco, a lavoratori ultra cinquantenni terrorizzati dall'idea di rimanere esclusi per sempre dal mercato, o ancora persone consapevoli che non c'è più molto da fare. «Anche in questo caso, - continua la responsabile - siccome interessa tenere la risorsa umana, noi facciamo incontrare questa persona con un consulente aziendale che possa permettergli di condividere alcune fasi anche molto dolorose, come la vendita o chiusura di un'attività. Perchè l'obiettivo - conclude Bruni - non è quello di avere la bacchetta magica, l'obiettivo è che l'imprenditore mantenga le proprie capacità e sia vivo e presente, magari anche come dipendente, ma che non si senta in più, nel nostro territorio».

(sara sartori)2010-03-11 17:00:15
Fonte foto: conanil

Condividi

| | | More

Commenta