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In programma la riduzione dei campi rom da 100 a 13

Nomadi, Amnesty boccia il piano del Comune di Roma

Il sindaco Alemanno risponde: «Il rapporto non è corretto»

«Il Piano nomadi avviato dal Comune e dal Prefetto di Roma va riesaminato. Così com'è viola alcuni diritti umani fondamentali: gli sgomberi forzati senza una consultazione preventiva lasceranno senza alloggio almeno 1.200 persone e molti sono già senza casa. Per questo bisogna garantire anche ai rom l'accesso alle case popolari senza discriminarli». Con queste parole Amnesty International denuncia lo stato dei rom in Italia. Immediata la risposta di Alemanno: «Il rapporto non è corretto: si basa su percezioni parziali».

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A Roma Amnesty International ha presentato un documento più video dal titolo “La risposta sbagliata”. Secondo l'associazione internazionale il «piano avviato nel luglio 2009, che prevede la distruzione di oltre 100 insediamenti rom nella Capitale e il trasferimento di 6.000 persone in 13 campi in periferia, ampliati o di nuova costruzione, è destinato a lasciare fuori almeno 1.200 persone. Infatti secondo le cifre ufficiali, nella Capitale i rom sono 7.200».


Questo significa che la situazione non è affatto sotto controllo. I numeri potrebbero salire: «Le stime indipendenti contano a Roma tra i 12.000 e i 15.000 rom». Pur apprezzando lo sforzo di Comune e Prefetto, per Amnesty il Piano rom rappresenta la risposta sbagliata. Secondo Christine Weise, presidente di Amnesty Italia, «per molti bimbi, spostati dalle proprie scuole in posti dove non ci sono mezzi pubblici adeguati, verrà interrotta la scolarizzazione. I nuovi campi, infatti, si trovano in periferia: il trasferimento implica l'interruzione del percorso scolastico per i bambini che farebbero fatica ad accedere ai trasporti pubblici per raggiungere le scuole. Il piano nomadi è stato concepito senza una vera consultazione con i rom che difficilmente potranno vivere in maniera decorosa».


Ignacio Jovtis, esperto sull'Italia all'interno del programma Europa e Asia Centrale del Segretariato Internazionale di Amnesty International, precisa che devono essere «rivisti i criteri di assegnazione delle case popolari in cui vanno inclusi anche i nomadi, visto che per adesso non risultano come sfrattati da un luogo privato».


Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha risposto che con questo rapporto «non ci si rende conto che il piano chiude un'emergenza gravissima, una situazione in cui esistevano campi abusivi, situazioni invivibili e gravi situazioni di illegalità. Bisogna fare altri passaggi ma questo è un modo per affrontare l'emergenza».

(valentina venturi) 2010-03-11 17:38:20

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