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la sentenza dell'Alta Corte di Londra

Musica, i Pink Floyd vincono la causa contro la Emi

La band britannica vince la causa contro la casa discografica con cui firma contratti da oltre 40 anni

I Pink Floyd hanno vinto contro la Emi. Nella causa che vedeva il gruppo rock contestare la scelta della casa discografica di acquistare sul web i singoli del gruppo invece dell'intero album, hanno avuto ragione i musicisti. L'Alta Corte di Giustizia di Londra ha riconosciuto la validità del contratto, che vincola la società a vendere solo gli album dei Pink Floyd a meno che non venga diversamente autorizzata dal gruppo. La casa discografica deve pagare i costi sostenuti per la causa dai Pink Floyd, stimati in 60.000 sterline (circa 63.000 euro).

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I problemi per la Emi, nota major inglese, in questo periodo sembrano non finire mai. Assillata dalle scarse vendite e dai problemi finanziari, la Emi si è trovata al centro di una questione legale assai delicata, con la band di Gilmour e soci. I Pink Floyd, infatti, sono ricorsi alle vie legali per risolvere sia i termini del contratto che li lega alla casa discografica e il calcolo delle royalties, che il diritto della Emi di vendere singole tracce on line estrapolandole dagli album.


Tutti i dischi del gruppo, a partire dal singolo di debutto "Arnold Layne" (1967) sono stati prodotti dalla Emi: album come "The Dark Side of the Moon" e "The Wall", sono tra i più venduti nella storia della musica. Considerando solamente le vendite record di questi due dischi, si raggiungono cifre esorbitanti, anche se l’ammontare preciso non è del tutto chiaro, mancando dettagli sulle decisioni in merito ai diritti d'autore riconosciuti e pagati dall'etichetta, secondo quanto riferito da Press Association.


Quella dei diritti maturati online rappresenta una delle spine del fianco della discografia, non ancora completamente affrontata dopo il passaggio al digitale. Secondo il legale del gruppo Robert Howe, una clausola del contratto (stipulato nel '98) vieta espressamente alla Emi di estrarre i brani e venderli indipendentementeme dall’album in cui sono contenuti, quindi di commercializzarli in una forma diversa da quella originale. Dall'epoca sono però nati iTunes e altri siti analoghi. E le canzoni singole dei Pink Floyd sono diventate disponibili. Secondo i legali della Emi, invece, il contratto non copriva le vendite online.


Giovedì la sentenza dell'Alta Corte di Londra ha stabilito che la casa discografica deve pagare i costi sostenuti per la causa dai Pink Floyd, stimati in 60.000 sterline (circa 63.000 euro), e ha rifiutato il permesso alla società di fare appello.

(emiliano sinopoli)2010-03-12 10:15:08
Fonte foto: (ami)

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