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Pierani (Altroconsumo): « Queste azioni fanno perdere tempo e fanno continuare a dibattere inutilmente»

Internet, Fapav contro Telecom: entrambi vincitori?

La sentenza ha dato ragione al gestore telefonico ma la federazione si dice contenta del risultato

Il Tribunale di Roma ha dato ragione a Telecom in merito al procedimento in cui era stata coinvolta dalla Fapav. La federazione anti-pirateria audiovisiva aveva chiesto al gestore telefonico di fornire i nomi di 2,2 milioni di utenti che avrebbero scaricato illegalmente materiale protetto da copyright. Il giudice ha precisato che il fornitore di servizi internet non aveva l’obbligo di fornire alcun dato, eppure per la Fapav la sentenza segna «un primo e significativo passo» verso il contrasto alla pirateria. Un punto di vista che ha destato la perplessità di molti operatori del settore. Per Marco Pierani, responsabile relazioni esterne istituzionali di Altroconsumo (in audio), «l’unica richiesta che è stata accolta è che la diffida che era stata inviata a Telecom, venga inoltrata alle autorità preposte».

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Lunedì 19 Aprile il Tribunale di Roma ha emesso la sentenza in merito al procedimento che vedeva la Fapav (Federazione Anti-Pirateria Audiovisiva) contro la Telecom. La federazione aveva richiesto al gestore telefonico di fornire i nomi dei 2,2 milioni di utenti che, secondo i dati raccolti grazie alla consulenza di una società francese, avrebbero effettuato download illegali di materiale protetto dal diritto d’autore. Il giudice ha tuttavia dato ragione a Telecom, spiegando che l’ISP (Internet Service Provider) non è tenuto a comunicare l’identità degli utenti. D’altro canto però, il Tribunale ha anche sancito che la Fapav non ha violato la privacy degli internauti durante le sue attività investigative. Nel corso del procedimento, infatti, Altroconsumo aveva chiesto al Garante della Privacy di valutare se la federazione avesse violato le leggi sul trattamento dei dati personali. Sebbene il giudice abbia accertato la correttezza dell’operato della Fapav, si attende ancora il parere dell’Authority.


Secondo il Tribunale di Roma, quindi, Telecom «non solo non avrebbe dovuto ma nemmeno avrebbe legittimamente potuto interrompere il servizio, non essendo responsabile delle informazioni trasmesse». Inoltre – ha ricordato il giudice nella sentenza – tutti i provvedimenti nei confronti degli utenti devono essere stabiliti dall'autorità giudiziaria. Sembra quindi chiaro che Telecom in questo caso sia uscito vincitore. Ma la Fapav pare pensarla diversamente. In un comunicato stampa successivo alla sentenza, la federazione anti-pirateria ha dichiarato che la decisione del Tribunale di Roma segna «un primo e significativo passo verso un effettivo contrasto al devastante fenomeno della pirateria audiovisiva». La Fapav si è detta quindi ottimista e contenta del risultato ottenuto. Un punto di vista che ha destato qualche perplessità in molti operatori del settore.


Per Marco Pierani, responsabile relazioni esterne istituzionali di Altroconsumo, la federazione «non ha ottenuto quello che chiedeva in questa procedura cautelare». «L’unica richiesta che è stata accolta dal Tribunale – spiega Pierani – è che la diffida che era stata inviata a Telecom, venga inoltrata alle autorità preposte». Anche il responsabile di Altroconsumo si dice quindi perplesso in merito all’ottimismo ostentato dalla Fapav , dato che il giudice ha accolto «l’unica richiesta che era basata su una legge esistente, ovvero quella che rimanda alla direttiva sul commercio elettronico che prevede che gli ISP debbano rivolgersi alle autorità nel caso in cui avessero delle informazioni di reato». «Nel confermare questa cosa – sottolinea Pierani – il Tribunale ha comunque detto che non devono essere inserite informazioni che possano ledere la privacy degli utenti».


«Nuovi modelli di business»
«Noi – conclude il responsabile di Altrocosumo – siamo a favore di un bilanciamento degli interessi dei consumatori e dei detentori del diritto d’autore. Bisognerebbe però focalizzarsi su nuovi modelli di business e sul rendere legale la distribuzione dei contenuti in rete anche in forme innovative. Questa - sottolinea Pierani – è la strada che si dovrà perseguire. Queste azioni fanno perdere tempo e fanno continuare a dibattere inutilmente, strumentalizzando la normativa esistente a fini di brevissimo respiro. Non è certo questa la strada, anche per chi vuole legittimamente tutelare i propri diritti per il futuro. Non bisogna guardare al passato ma al futuro, altrimenti anche il mercato ne perderà».

(antonino marsala)2010-04-21 18:45:01
Fonte foto: ToobyDoo

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