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Un tentativo di ordinaria amministrazione usa

Medio Oriente, senza la Siria seduta al tavolo la pace è improbabile

Per Lorenzo Trombetta «manca il coinvolgimento di Hamas, di parte di Fatah, e della società palestinese che vive una realta diversa da quella rappresentata a Washington»

Troppo poche cinque persone intorno un tavolo per risolvere la questione mediorientale? I colloqui bilaterali sono più funzionale a una soluzione che preveda un coinvolgimento multilaterale per il conseguimento di pace e stabilita nella regione? Per Lorenzo Trombetta (audio) c'è il rischio che l'attuale iniziativa venga percepita come «una vittoria israeliana come tutte quelle sponsorizzate dagli Usa. Piace vincere facile a Israele con un arbitro sostanzialmente loro alleato. Per questo si hanno colloqui bilaterali e non multilaterali. Affrontare la questione con un singolo partner permette di arrivare prima a un risultato. Ma conoscendo la storia della regione negli ultimi 70 anni scopriamo che un atteggiamento bilaterale non ha mai portato a risultati concreti. In maniera rude: senza la Siria non si può avere una pace regionale, in quanto ha anche forti leve in Libano e concede ampia agibilità ad Hamas».

Iran, i riflettori sui diritti umani non si devono spegnere

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Iran, i riflettori sui diritti umani non si devono spegnere

Esteri - Medio Oriente

Si è svolta oggi dalle 16.30, davanti l'ambasciata Iraniana a Roma, la manifestazione contro la lapidazione di Sakineh Mohammadi Shtiani, la donna iraniana 43enne in carcere da tre anni e condannata alla lapidazione per adulterio, sentenza momentaneamente sospesa ma non cancellata. Zahara Tofigh, portavoce di Iran Humans Rights in Italia, ha raccontato ai nostri microfoni la situazione delle donne iraniane e del ruolo della stampa internazionale che «accende i riflettori sulla situazione dei diritti umani, solo per brevi periodi, tenendoli poi spenti per molto tempo»

Scuola, la Gelmini ignora i precari in sciopero. Questi assicurano: La protesta si allargherà

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Scuola, la Gelmini ignora i precari in sciopero. Questi assicurano: La protesta si allargherà

Interni - Lavoro

Questa mattina conferenza stampa del ministro della pubblica istruzione Gelmini. La titolare del ministero in viale Trastevere ha presentato le novità dell'anno scolastico 2010-2011. Numerosi sono stati gli argomenti trattati: si è passati dal limite per i giorni di assenza fino alla riforma del reclutamento degli insegnanti che secondo le previsioni dovrebbe porre un freno al precariato. E proprio sulla questione del precariato e dei tagli previsti dalla riforma si è acceso il dibattito con i cronisti che hanno chiesto al ministro se avesse pensato di accettare l'incontro chiesto dai lavoratori. La risposta del ministro è stata negativa. Ai microfoni dell'Ami è intervenuto Giacomo Russo (audio), precario siciliano in sciopero della fame da due settimane: «Non capisco perché i tagli continuino e si accentuino solo per il settore pubblico dell'istruzione italiana». Russo ha concluso la sua dichiarazione con un appello alla società civile italiana per una grande manifestazione nazionale sul tema della democrazia e del diritto alla qualità dell'istruzione: «Se in uno Stato come l'Italia non si parla di istruzione, il fatto è grave perché è nella scuola che si formano le menti pensanti».

Lavoro, Napolitano al governo: Per il rilancio della politica industriale servirebbe un ministro per lo Sviluppo economico

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Lavoro, Napolitano al governo: Per il rilancio della politica industriale servirebbe un ministro per lo Sviluppo economico

Interni - Lavoro

«Bisogna che ci mettiamo insieme perché l'Italia vuole avere un'industria e una politica industriale. Oggi addirittura abbiamo un vuoto che bisogna chiudere». Il riferimento, palese, è all'interim del ministero dello Sviluppo economico. Il richiamo, ancora una volta “estorto” da un giornalista e da un lavoratore di Porto Marghera, è stato pronunciato oggi dal Presidente della Repubblica Giorgio a Mestre. L'operaio parlando con Napolitano ha detto: «Presidente cerco di lavorare, presidente ci aiuti»; Napolitano avvicinandosi gli ha risposto: «Non dipende solo da te», ribadendo come sia necessaria una «seria politica industriale».

Biennale di Venezia 2010, al Padiglione Italiano il robot mangia-petrolio

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Biennale di Venezia 2010, al Padiglione Italiano il robot mangia-petrolio

Focus on - Biennale

La XII Mostra Internazionale di Architettura di Venezia espone il prototipo “Seaswarm. Una potenziale soluzione al dramma del Golfo del Mexico”. Il progetto consiste nell'ideazione di un robot acquatico capace di assorbire le macchie di petrolio nei mari, che potrebbe risolvere il più grande disastro ambientale dei nostri giorni. Ma l'architetto Carlo Ratti (audio), uno dei progettisti, sostiene che «è difficile applicare SeaSworm alla situazione del Golfo del Mexico, a causa dei lunghi tempi di produzione industriale».

Venezia, Lihard (Cgil): «Al Lido si attua un processo di devastazione ambientale»

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Venezia, Lihard (Cgil): «Al Lido si attua un processo di devastazione ambientale»

Interni - Cronaca

Per vedere le proiezioni «i visitatori, compreso il Presidente della Repubblica, devono passare attraverso un muro di Berlino, dato dai recinti di questo grande fosso, che dovrebbe ospitare il nuovo palazzo del cinema». Questa la dichiarazione rilasciata da Salvatore Lihard (audio), segretario della camera del lavoro metropolitana di Venezia, che critica la situazione dei lavori strutturali che invadono il Lido. Si inaugura così il primo settembre la 67esima Mostra del Cinema di Venezia, dove le star del grande schermo percorreranno un red carpet scintillante, nella speranza di vincere il Leone d'Oro, ma alle loro spalle c'è una città-cantiere in dissesto, con un enorme cratere contaminato.

Afghanistan, fallito un attentato alle truppe italiane

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Afghanistan, fallito un attentato alle truppe italiane

Esteri - Asia

Attaccato a 15 kilometri da Kush-I-Kuna una colonna di blindati dell'Esercito Italiano. Nessun ferito per i militari che hanno risposto al fuoco. I militfri hanno comunque raggiunto Kush-I-Kuna dove è in corso in questi giorni una “shura”, la riunione dei capi villaggio. Obiettivo dell'esercito italiano distribuire ai contadini i bulbi di zafferano come alternativa alla coltura dell'oppio. Non diminuiscono gli attentati alle forze Nato della missione Isaf in Afghanistan. Il 2010 si va confermando come annus horribilis per le truppe Usa. 323 soldati uccisi in 8 mesi.

Iraq, Obama annuncia la fine della guerra: «Abbiamo pagato un prezzo altissimo»

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Iraq, Obama annuncia la fine della guerra: «Abbiamo pagato un prezzo altissimo»

Esteri - Medio Oriente

«I mezzi militari che sette anni fa dal Kuwait entrarono combattendo in Iraq oggi tornano indietro» ha spiegato in diretta televisiva Obama alla nazione. Restano sul suolo iracheno ancora 50mila soldati con compiti di addestramento. «Comunque forze straniere di occupazione» commentano le organizzazioni di resistenza sui network panarabi. «Nel febbraio scorso avevo annunciato un piano per portare le nostre brigate di combattimento via dall'Iraq, raddoppiando nello stesso tempo i nostri sforzi per rafforzare le Forze di sicurezza irachene - ha detto Obama -. È esattamente quello che abbiamo fatto: abbiamo rimosso quasi 100 mila soldati dall'Iraq, abbiamo chiuso o trasferito centinaia di basi agli iracheni, abbiamo trasferito milioni di pezzi di equipaggiamento fuori dall'Iraq». Poche certezze sulla solidità del contesto istituzionale iracheno. obama spiega: «Oggi il nostro compito più urgente è rilanciare la nostra economia e ridare a milioni di americani che hanno perso il loro lavoro di nuovo un impiego».



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